IL MATRIMONIO DI GIOVANNELLA STENDARDO

Giovannella Stendardo figlia di Giannotto II e Sancia Orsini, signora di Arpaia, Arienzo, Alife, Biccari, Bovino, Cancello, fu cresciuta presso la corte dei D’Angiò Durazzo.

Si contesero la sua mano prima Samuele Tomacelli, nipote di papa Bonifacio IX e dopo Muzio Attendolo Sforza ma Giovannella nel dicembre del 1417 sposò un gentiluomo di Pozzuoli, Marino Boffa, gran cancelliere del regno di Napoli, capo del consiglio reale.

Giovannella Stendardo all’età di 4 anni fu data in sposa con il pressocché coetaneo Samuele Tomacelli, nipote di papa Bonifacio IX. Il matrimonio doveva servire a consolidare l’alleanza politica tra Ladislao I e il Papa. Bonifacio IX, infatti, nel 1390 aveva riconosciuto Ladislao come legittimo sovrano del Regno contro le pretese di Luigi II d’Angiò-Provenza. Senonchè poco dopo la celebrazione delle nozze, Bonifacio IX muore e Ladislao perse ogni interesse a mantenere quell’unione. Giovannella visse presso la casa della sorella del re, Giovanna. Samuele Tomacelli cercò in tutti i modi di riavere presso di sé quella che considerava sua moglie. Esperì anche le vie legali e affidò proprio a Boffa, in qualità di avvocato, la procura della causa intentata allo scopo. I tentativi, però, risultarono vani: ad avallare la nullità del matrimonio si avanzò la tesi della giovane età dei contraenti al momento in cui furono sposati. Il tempo passava, Ladislao morì e a Corte si continuò a non prendere in considerazione le pretese di Tomacelli. Intanto, Giovannella, cresciuta, venne notata da Muzio Attendolo Sforza, uno dei più famosi capitani di ventura d’Italia, al tempo comandante in capo dell’esercito napoletano. Il condottiero avrebbe voluto che la giovane andasse in sposa al figlio Francesco, futuro duca di Milano e allo scopo affidò proprio a Boffa, considerato caro amico e ascoltato consigliere della regina, per convincere questa a dare il suo consenso al nuovo matrimonio. Con sorpresa, però, Marino prese la ragazza con sé e convinse Giovanna II alle nozze non con il giovane Sforza, bensì proprio con lui. Nel dicembre del 1417, Giovannella Stendardo e Marino Boffa con la benedizione della regina contrasero legittimo matrimonio.

Era solita pregare davanti alla statua della Vergine del Vico Novanese dove, nel 1430, il marito fece erigere una chiesa.

Insieme al marito chiese al papa Nicolò V di edificare un convento per i frati predicatori la cui concessione si ottenne l11 febbraio del 1450.

Alla famiglia Boffa Stendardo si deve attribuire il merito di aver fatto erigere il primo convento presso la chiesa di Santa Maria a Vico affidato ai padri domenicani.